10) Hume. Ragione  schiava delle passioni.
Dopo aver detto che la ragione non  in grado n di influenzare,
n di ostacolare le passioni, perch solo una passione pu
ostacolare un'altra passione, Hume conclude che la ragione , e
pu solo essere, schiava delle passioni.
D. Hume, Trattato sulla natura umana, Libro secondo, Parte terza,
Sezione terza (pagina 269).

Poich la ragione da sola non pu mai produrre un'azione o
suscitare una volizione, ne inferisco che la stessa facolt 
ugualmente incapace di ostacolare una volizione, o di contendere
la preferenza a qualche passione o emozione. Tale conseguenza 
necessaria;  impossibile che la ragione possa avere questo
secondo effetto di ostacolare una volizione, senza dare un impulso
in una direzione contraria alla nostra passione: questo impulso,
se avesse agito da solo, sarebbe stato in grado di produrre una
volizione. Nulla pu ostacolare o rallentare l'impulso di una
passione se non un impulso contrario; se questo impulso contrario
sorgesse dalla ragione, ci significherebbe che quest'ultima
facolt dovrebbe avere un'influenza originaria sulla volont, e
dovrebbe essere in grado non solo di impedire, ma anche di causare
qualunque atto di volizione. Ma se la ragione non ha questa
influenza originaria  impossibile che possa ostacolare un
principio che invece possiede tale capacit, o che riesca a fare
esitare la nostra mente sia pure per un attimo. Risulta quindi
chiaro che il principio che si contrappone alla passione non pu
coincidere con la ragione e solo impropriamente lo si chiama cos.
Non parliamo n con rigore n filosoficamente quando parliamo di
una lotta tra la passione e la ragione. La ragione , e pu solo
essere, schiava delle passioni e non pu rivendicare in nessun
caso una funzione diversa da quella di servire e obbedire a esse.
D. Hume, Opere, Laterza, Bari, 1971, volume primo, pagine 435-436.
